PORTO SAN GIORGIO – C’è un risultato che non appare nel tabellino, ma che vale quanto una vittoria: Unica BluOrobica Bergamo U17 è arrivata fin qui. Agli spareggi per le finali nazionali, in una manifestazione che raccoglie il meglio del basket giovanile italiano, contro avversarie costruite per vincere. E lo ha fatto con una particolarità che rende tutto ancora più straordinario: tre quarti del roster è composto da ragazzi del 2010, chiamati a misurarsi con coetanei più grandi. Un traguardo che da solo racconta il livello raggiunto da questo gruppo, e che rende ancora più dolceamara l’uscita di scena per un solo punto, al supplementare, contro Jesi.
Gara 1 | Unica BluOrobica BG – Basket Roma 70-55 (14-17 | 21-18 | 15-17 | 5-18)
Unica BLUOROBICA Bergamo: Tartaglia 13, Uchava 11, Finazzi, Tchaballet 16, Ciuffreda 2, Magoni 5, C. Coti Zelati 13, Rizzoli 6, Bonacina 2, M. Mal 2, Fantini, Fusoni. All. Marco Albanesi
Basket Roma: Viviani, Stinziani 12,Mazzanti 12, Orsi 2, Ventura, Miccoli, Occhionero 5, Perrone 13, Pedone 8, Varanese 3, Padurariu, Iannarelli. All. Luciano Bongiorno
La prima gara è quella della consacrazione. BluOrobica scende al Palasavelli di Porto San Giorgio e non si fa intimorire: parte forte, piazza subito un parziale di 11-0 e chiude il primo quarto avanti 17-14. Cosimo Coti Zelati si fa subito notare con 8 punti, mentre Adam Julien Tchaballet cresce con il passare dei minuti.
Roma però non si arrende: nel secondo quarto i romani ribaltano la gara con un parziale di 11-2 e pareggiano i conti sul 35-35 all’intervallo. La partita si riscrive tutta. Ma la BluOrobica ha il carattere giusto per rispondere: nel terzo quarto riprende il comando — 52-50 — e nell’ultimo periodo cala il poker. Un parziale devastante di 18-5 chiude definitivamente i conti sul 70-55.
Protagonista assoluto Adam Julien Tchaballet: doppio-doppio da 16 punti e 11 rimbalzi, una prestazione da giocatore vero in una gara che conta. Sugli scudi anche Davit Uchava nel terzo quarto e una BluOrobica precisa dall’arco con 7 triple a segno.
Gara 2 | Basket Jesi Academy – BluOrobica 63-62 d.s.
Basket Jesi Academy: Despaigne 3, Grifoni 2, Rossi, Abroud 5, Falaschini 9, Spernanzoni 1, Maggioli 5, Salvati 6, Ballanti 10, Socci 15, Pergolesi 7. All. Gianluca Pizi
Unica BLUOROBICA Bergamo: Tartaglia 11, Uchava 4, Finazzi, Tchaballet 16, Ciuffreda ne, Magoni 16, C. Coti Zelati 4, Rizzoli 2, Bonacina, M. Mal 5, Fantini ne, Fusoni 4. All. Marco Albanesi
Se la prima gara era stata una dimostrazione di forza, la seconda è stata un capolavoro di cuore. Contro Jesi Academy — una delle squadre più attrezzate del torneo, capace di realizzare 10 triple — BluOrobica gioca una delle sue migliori partite.
Bergamo parte di nuovo fortissimo e vola sul 24-19. Nel secondo periodo mantiene il vantaggio e va all’intervallo sul 36-30. Jesi rosicchia nel terzo quarto, si porta a -3, ma i bergamaschi tengono i nervi saldi.
Il quarto periodo è un thriller puro: vantaggio e svantaggio si alternano senza sosta, sette cambi di leadership, quattro pareggi. Si arriva al 58-58 e si va al supplementare. Cinque minuti che sembrano un’eternità. Jesi allunga, la BluOrobica risponde, ma a decidere tutto è un canestro di Leny Etan Tashi Ballanti che regala il 63-62 finale agli avversari. Un punto. Un solo maledetto punto.
Tchaballet chiude ancora in doppio-doppio: 16 punti e 13 rimbalzi. Dall’altra parte Filippo Socci firma 15 punti e 12 assist per Jesi. Una partita che due squadre si sarebbero meritate entrambe di vincere.
“Uscire così sicuramente brucia, gli ultimi possessi dei 40 minuti e dell’overtime ci terranno svegli molte notti. Ma se pensiamo che siamo arrivati a un tiro dalla finale nazionale non possiamo che essere orgogliosi del percorso fatto da questi ragazzi.” – Marco Albanesi, head coach BluOrobica U17
Coach Albanesi non nasconde il rammarico per un’eliminazione che fa male, ma sa già trasformarlo in carburante: “Sicuramente una grande esperienza che ci dà ulteriore benzina per continuare a lavorare e riprovarci l’anno prossimo.” Parole che dicono tutto sul clima che si respira in questa squadra: nessuna rassegnazione, solo la consapevolezza di aver sfiorato qualcosa di importante e la voglia di tornare a farlo, ancora più in alto.
L’impresa è già scritta. Qualificarsi a questi spareggi nazionali con una squadra composta per tre quarti da ragazzi del 2010 hanno giocato per tutta la stagione contro ragazzi spesso più grandi — battere Basket Roma con autorità e tenere testa a Jesi fino all’ultimo secondo del supplementare non è da tutti. Serve talento, certo, ma serve soprattutto una cultura del lavoro e una mentalità che a questi livelli, a questa età, non si improvvisa. I #Blu escono a testa altissima. Il futuro parla già orobico.


