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18 Febbraio 2025

U17 – Coach Sorci ci presenta la finale regionale

Per la 6ª volta da quando esiste come categoria l’U17, BluOrobica si trova a giocarsi la finale Regionale. L’ultimo titolo risale alla stagione 2011/2012, in quella squadra giocavano Nicola Savoldelli e Diego Flaccadori.

Coach Sorci, una finale playoff inaspettata?
“Diciamo che, guardando i roster e le squadre che hanno partecipato a questo campionato, non partivamo sicuramente come favoriti per disputare una finale. Tuttavia, una serie di fattori, un po’ di fortuna che non guasta mai, e il lavoro di squadra ci hanno portato fino a questo punto. È una bella soddisfazione arrivare fin qui, anche se non eravamo tra le squadre favorite all’inizio.”

Quali sono state le chiavi per battere Treviglio prima e Varese, al momento imbattuta, poi?
“Sono state entrambe delle bellissime serie risolte per dettagli, con scarti davvero minimi. Contro Treviglio, abbiamo avuto momenti di alternanza nei parziali, riuscendo a recuperare una doppia cifra nella prima gara per poi vincerla nel finale. In gara 2 siamo andati sopra bene all’intervallo, ma abbiamo vanificato tutto a inizio terzo quarto, per poi vincere ancora nelle battute finali. Contro Varese, la chiave è stata la difesa. Li abbiamo tenuti decisamente sotto la loro media punti in attacco, che fino a quel momento era di 97,4, mentre contro di noi sono scesi a 74,5. Questo evidenzia il grande sforzo difensivo che abbiamo messo in campo, cercando di limitare i loro punti forti, come la corsa e il tiro da tre. In entrambe le gare siamo stati sempre a inseguire, ma in gara 1, seppur con qualche errore finale, siamo riusciti a vincere con un margine di 3 punti. Gara 2 è stata tutta un’altra storia: siamo stati contratti, non ci stavamo godendo il momento. Siamo stati sotto tutta la partita, anche di 22 punti a 5 minuti dalla fine. Gli ultimi 5 minuti sono stati incredibili: abbiamo preso fiducia segnando canestri difficili in attacco. Da lì è stato più facile alzare l’intensità difensiva, riuscendo a chiudere la partita con un finale rocambolesco e passando il turno grazie alla differenza canestri.”

L’altra finalista è Cantù: anche per loro si può parlare di sorpresa oppure poteva essere attesa?
“Guardando i roster, Milano e Cantù erano probabilmente le due squadre più forti e la finale sembrava quasi anticipata. Cantù ha un roster molto competitivo, con talento, qualità nei piccoli, fisicità e atletismo. Hanno la possibilità di giocare con diversi assetti e con giocatori capaci di mettere in ritmo i compagni. Visti i valori credo che sia Milano sia Cantù siano squadre che potrebbero arrivare fino in fondo alle finali nazionali.”

A livello generale, quali erano gli obiettivi d’inizio stagione e adesso quali scenari si presentano?
“Gli obiettivi di inizio stagione erano sicuramente di crescere sia come singoli giocatori che come gruppo. Se penso a quando siamo partiti ad agosto e guardo dove siamo ora, abbiamo fatto un bel salto. Il gruppo è sano, i ragazzi si impegnano e ascoltano, cosa che non è scontata. Abbiamo consapevolezza dei nostri limiti, ma lavoriamo ogni giorno per cercare di limitarli ed esaltare le nostre qualità. Il percorso è stato tutt’altro che facile, anzi, molto tortuoso. Dopo poche giornate abbiamo perso Cosimo (Coti Zelati ndr) per infortunio, su cui avevamo basato una parte del nostro lavoro. Il messaggio che vogliamo far passare ogni giorno è che la competizione è la chiave per giocare bene e divertirsi. È fondamentale far capire ai ragazzi che ogni possesso conta e che il vero divertimento sta nel lavorare insieme e nell’affrontare le sfide. Il nostro ruolo è anche quello di insegnare loro le priorità, renderli autonomi, responsabili e collaborativi. So che molti di loro non diventeranno giocatori professionisti, ma il nostro compito è anche quello di aiutarli a crescere come persone. Adesso gli scenari non cambiano: continueremo a lavorare per il miglioramento individuale e di squadra. Avremo trasferte più lunghe e faticose, ma anche la scuola entra in un momento delicato, quindi i ragazzi dovranno farsi trovare pronti e portare a termine la stagione nel migliore dei modi.”

Pronostico per la finale…
“Beh, direi Cantù. Sicuramente non siamo i favoriti, ma visto che siamo arrivati fin qui, cerchiamo di divertirci il più possibile e di tirar fuori da queste due partite delle esperienze che possano servirci in futuro.”

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